CORRONO gli ENERGETICI, CROLLA ORO e METALLI PREZIOSI: Dove investire ora?
Dal conflitto Iran-USA al paradosso dei prezzi: perché ho abbandonato oro e palladio proprio durante la crisi geopolitica e cosa mi dice il metodo 50/40/10 su energetici e Bitcoin
Gentile lettore,
il momento è senza dubbio tra i più delicati degli ultimi anni e non spetta sicuramente a me dirtelo.
Borse nervose, conflitto geopolitico in escalation, materie prime che ballano come non mai. Come ho scritto qualche giorno fa sul mio profilo Popular Investor Pro su eToro, in un quadro del genere l'unica cosa sensata da fare è seguire una strategia d'investimento orientata al lungo periodo, focalizzando la propria attenzione sui cosiddetti risk-off e sugli hard asset di cui tutti parlano in queste settimane.

Eppure, proprio in questo contesto, ho fatto una scelta che a molti sembrerà paradossale: ho preventivamente scaricato oltre l’80% della mia esposizione su oro e palladio — i metalli preziosi per eccellenza che avevo sul mio portafoglio, quelli che - a detta di tutti - dovrebbero "proteggere" durante le crisi. Mentre il mondo parlava di tensioni Iran-USA, mentre i mass-media erano sicuri del fatto che "i metalli voleranno durante le guerre", c’è chi come il sottoscritto e il collega Ferdinando Colella - in tempi non sospetti, raccontavano e argomentavano una storia diversa.
Scaricare l’oro e altri metalli preziosi giorni prima del suo tracollo, in pieno conflitto, non è una scommessa azzardata. È il risultato di un'analisi che parte da lontano e vede come protagonista un pattern ciclico che avevamo anticipato settimane fa proprio qui sul mio Substack, grazie all'intervista proprio con il Dott. Colella.
Oggi ti racconto cosa sta succedendo, perché ho fatto questa mossa, e cosa mi aspetto nelle prossime settimane.
Il paradosso: Metalli preziosi giù durante il conflitto
Facciamo un passo indietro. La narrazione mainstream è sempre la stessa: conflitto geopolitico → fuga verso beni rifugio → oro, argento, palladio potrebbero volare.
E infatti, nelle ultime settimane, con le tensioni Iran-USA-Israele in continua escalation dopo gli attacchi alle raffinerie iraniane, ci aspetteremmo esattamente questo scenario. Il Sole 24 Ore — tanto per citarne uno — ha scritto più volte di come il mercato stia prezzando il rischio geopolitico attraverso il rialzo dei beni rifugio.
Eppure, la realtà dei prezzi racconta una storia diversa.
Mentre le notizie parlavano di "metalli preziosi ai massimi", mentre tutti gridavano "compra oro, arriva il caos", sia oro che palladio hanno iniziato a scendere. Proprio durante il conflitto. Un segnale evidente di controtendenza rispetto a quella che dovrebbe essere la logica da manuale.
Da investitore privato con portafoglio gestito da oltre 6 zeri e Popular Investor PRO Champion su eToro, questo tipo di segnali non li ignoro mai. Quando il mercato fa l'opposto di ciò che "dovrebbe fare", c'è sempre un motivo. E quel motivo, molto spesso, anticipa di settimane quello che succederà dopo.
La "profezia" di Ferdinando Colella: Il Pattern ciclico si è avverato
Come ti anticipavo pocanzi, qualche settimana fa, il 10 febbraio per la precisione, ho pubblicato:
👉 un'intervista a Ferdinando Colella dal titolo: "Oro, Rame, Energia: il Pattern Ciclico che Sta per Esplodere".
Colella, con la sua lunga esperienza sui mercati delle commodities, aveva individuato un pattern ciclico ben preciso che storicamente anticipava esplosioni di volatilità sul comparto energetico. Un pattern che si ripete con una regolarità quasi matematica ogni volta che determinate condizioni macroeconomiche e geopolitiche si allineano.
E indovina un po'? Quel pattern si è avverato.
Nelle ultime due settimane abbiamo visto:
Petrolio WTI schizzato oltre i $100 a barile su Hyperliquid (l'unica piazza 24/7 per commodities), prima di ritracciare sotto i $100
Brent oltre i $97, con spike intraday ancora più violenti
Gas naturale +2,5% in un weekend, mentre tutti i mercati tradizionali erano chiusi
Energy Sector ETF (XLE tracker) +4,52% in 24 ore
Uranium Miners ETF +2%, segnalando che anche il comparto uranio si sta risvegliando
Tutto esattamente come Colella aveva anticipato. Il pattern non mente. E quando un pattern ciclico con decenni di storico alle spalle ti dice "adesso è il momento degli energetici", tu ascolti.
I miei investimenti in energetici
Chi segue i miei investimenti in eToro ben saprà che da qualche mese avevo iniziato una costante accumulazione verso società impiegate nella produzione / estrazione di energia, diversificando sia in termini di geografici, di business model piuttosto che
Ecco i migliori 7 assets energetici più capitalizzati nel mio portafoglio:
ENEL
SMR
XTRACKERS MSCI WORLD ENERGY UCTS ETF
MATADOR RESOURCES
JINKO SOLAR
KAROON ENERGY
POWELL INDUSTRIES
La mia mossa: Ho scaricato i metalli dal portafoglio
Venerdì scorso ho condiviso con i miei follower e copiers su eToro la mossa che ho fatto in questi giorni. E sì, lo ammetto: a prima vista può sembrare controintuitiva.
Ho scaricato oltre il 70% della mia esposizione sui metalli preziosi — nello specifico $GOLD (SPDR Gold Trust) per quanto riguarda l'oro. E qualche giorno dopo ho fatto la stessa identica cosa con il palladio, portando a casa un bel gain su $PALL (Aberdeen Palladium ETF Trust).
Parliamo di posizioni che tenevo da settimane, accumulate proprio in previsione di tensioni geopolitiche. E proprio quando quelle tensioni sono arrivate, ho chiuso.
Il motivo? Semplice: sia oro che palladio hanno fatto esattamente l'opposto di quello che avrebbero dovuto fare durante un'escalation Iran-USA. E quando un asset non sale durante le condizioni "perfette" per farlo salire, significa che qualcosa non va. O meglio: significa che il mercato ha già prezzato tutto, e adesso scarica.
Prezzo scellerato? Forse. Saputo oltremodo? Probabilmente. Ma in tempi non sospetti — tali da non giustificarne la corsa — preferisco uscire e aspettare un re-entry migliore.
Perché non è metalli preziosi proprio durante il conflitto iraniano?
Facciamo chiarezza: non sto dicendo che oro, palladio e altri metalli preziosi sono finiti. Sto dicendo che in questo momento, con questo contesto, non mi convincono.
I metalli preziosi sono saliti tantissimo negli ultimi mesi. Hanno fatto il loro lavoro da beni rifugio. Ma adesso, proprio nel momento in cui tutti si aspettano che continuino a salire — guerra, inflazione, crisi — i prezzi scendono o ristagnano. Questo è un red flag gigante per me.
Quando il mercato non fa ciò che "dovrebbe fare", molto spesso è perché gli operatori istituzionali — quelli che muovono davvero i miliardi — stanno scaricando posizioni accumulate mesi fa, approfittando della narrativa mainstream per vendere al retail che compra "perché c'è la guerra".
Io non voglio essere quel retail. Preferisco stare fuori, aspettare un ritracciamento più profondo, e rientrare quando il rischio/rendimento sarà più favorevole.
Gli energetici sono la forza trainante di questo complesso periodo storico
Mentre oro e palladio vacillano, gli energetici sono in piena esplosione. E questa non è una sorpresa per chi segue i mercati con attenzione — o per chi ha letto l'intervista a Colella.
Il petrolio è schizzato oltre i $100 al barile per il WTI, il Brent ha superato i $97, il gas naturale ha fatto movimenti da +2,5% in un weekend. Questi non sono "aggiustamenti tecnici". Questi sono movimenti strutturali legati a:
Attacchi alle raffinerie iraniane → riduzione offerta globale di greggio
Tensioni geopolitiche persistenti → premio al rischio su energia
Domanda globale ancora robusta → nonostante rallentamento economico
OPEC+ che mantiene tagli produzione → offerta controllata
Il risultato? Gli energetici diventano il vero barometro del rischio in questo momento. Non l'oro. Non il palladio. Non le crypto. Gli energetici.
E qui torniamo al pattern di Colella: quando energia e materie prime industriali (rame, uranio) iniziano a muoversi insieme in modo violento, storicamente siamo all'inizio di un ciclo multi-mese di volatilità elevata su tutto il comparto commodities.
Ma occhio a scottarsi anche qui
Come ho scritto nel post su eToro: "Gli energetici sono la forza trainante di questo periodo, ma occhio a scottarsi anche lì."
Sì, il trend è forte. Sì, il pattern ciclico suggerisce che abbiamo ancora strada da fare. Ma questo non significa "compra tutto a caso". Significa selezionare con attenzione gli entry point, diversificare anche all'interno del comparto energetico (petrolio, gas, uranio, ETF settoriali), e soprattutto non sovraccaricare il portfolio.
Io stesso, pur credendo fortemente in questo movimento, mantengo l'esposizione energetica all'interno del mio metodo 50/40/10 — di cui parlerò tra poco — senza sbilanciare troppo il portfolio verso un singolo settore.
Bitcoin e il Metodo 50/40/10: Perché il Portfolio regge anche sotto la tempesta
E Bitcoin? Crypto? Dove sono finite in tutto questo caos?
Come scritto nel post eToro:
"Procede spedita la nostra strategia, dove al momento una buona reazione di $BTC a tenuto il nostro portfolio ben diversificato (grazie al mio metodo 50/40/10 in sviluppo) lontano da perdite anche a 2 numeri percentuali, come purtroppo è comun denominatore altrove."
Tradotto: mentre molti portfolio tradizionali perdono a doppia cifra percentuale in questo periodo di volatilità estrema, il mio portfolio regge. E regge proprio grazie alla diversificazione del metodo 50/40/10.
Per chi non lo conoscesse, il metodo 50/40/10 che applico sul mio portfolio pubblico eToro prevede:
50% Azioni → esposizione growth e value stocks
40% ETF → diversificazione settoriale e geografica
10% Crypto → dove per crypto intendo unicamente Bitcoin
Questo metodo — che ho spiegato nel dettaglio
👉 qui sul mio Substack — mi permette di assorbire shock di mercato senza subire drawdown devastanti. Quando le azioni scendono, gli ETF difensivi reggono. Quando l'oro crolla, Bitcoin spesso tiene. Quando tutto va male, la diversificazione ti salva.
Bitcoin, in particolare, ha fatto il suo lavoro da decorrelatore in questo periodo. Mentre petrolio e metalli preziosi ballavano, mentre le borse tradizionali oscillavano tra -2% e -4% in singole sessioni, BTC si è mosso relativamente poco. Ha tenuto area $70k-$73k con una stabilità quasi "noiosa" per gli standard crypto.
E questa "noia" è esattamente ciò di cui avevo bisogno nel portfolio in questo momento. Non esplosioni. Non -20% in un giorno. Ma stabilità relativa che mi permette di gestire la volatilità su altri asset senza farmi prendere dal panico.
La lezione che abbiamo imparato è sempre la stessa: Strategia batte emotività… ancora una volta!
Se c'è una cosa che ho imparato in 16 anni di mercati — dal 2008 in poi, passando per crisi finanziarie, pandemie, guerre, crolli crypto — è che l'emotività è il peggior consulente finanziario che tu possa avere.
Quando tutti gridano "compra oro, arriva il caos", tu devi chiederti: ma il prezzo cosa dice? Se il prezzo scende mentre la narrativa dice "deve salire", c'è qualcosa che non va. E quel qualcosa, molto spesso, è che chi ha comprato mesi fa sta vendendo a te.
Stessa cosa per gli energetici. Sì, stanno esplodendo. Sì, il pattern ciclico di Colella si è avverato. Ma questo non significa "compra tutto a caso". Significa seleziona con attenzione, entra su ritracciamenti, e soprattutto non sbilanciare il portfolio.
Calma, strategia e operatività. Come sempre.
Non farsi trascinare dal panico quando tutti vendono. Non farsi trascinare dall'euforia quando tutti comprano. Seguire il metodo, non le emozioni.
Cosa possiamo aspettarci dalle prossime settimane?
Guardando avanti, ecco cosa monitoro con attenzione:
Energetici → Se il petrolio regge sopra $95-$97, il trend rialzista è confermato. Se rompe sotto, possibile ritracciamento più profondo. Gas naturale e uranio da tenere d'occhio per possibili entry su debolezza.
Metalli preziosi (oro e palladio) → Aspetto ritracciamenti più marcati prima di rientrare. Non mi interessa "perdermi" i primi 2-3% di rimbalzo. Preferisco entrare quando il rischio/rendimento è chiaro.
Bitcoin → Continua a fare il suo lavoro di stabilizzatore nel portfolio. Se rompe $74.500 in modo convincente, possibile allungo verso $80k. Se perde $69.700, possibile ritracciamento.
Borse tradizionali → Nervosismo continuerà finché tensioni Iran-USA non si allentano. Volatilità resta protagonista. Portfolio ben diversificato è fondamentale.
In generale, mi aspetto che la volatilità resti elevata almeno per altre 2-3 settimane. Questo significa opportunità per chi ha liquidità e strategia. Ma significa anche trappole per chi si fa trascinare dalle emozioni.
Attenzione: Bitcoin sta dimostrando ancora tutta la sua forza…
Contrariamente a quanto ti raccontano i mass-media politicizzati, quelli che io chiamo “capre digitali”, haters vari, gente che adora raccontarti una narrativa distorta rispetto ai dati meramente oggettivi, durante questo conflitto l’asset crypto di riferimento “si sta comportando da oro”, lasciando col classico “cerino in mano” detrattori e personaggi scomodi che si auguravano una sua dipartita.
La sua stabile presenza all’interno del mio portafoglio sta limitando - e non poco - le performance negative dei principali indici USA e delle piazze europee.
Il mio messaggio finale
Caro lettore, se c'è una cosa che voglio tu porti a casa da questa newsletter è questa:
I mercati premiano chi ha piano e disciplina, non chi segue il rumore.
Quando tutti gridano "compra oro", forse è il momento di vendere. Quando tutti ignorano gli energetici, forse è il momento di accumulare. Quando tutti vedono caos, forse è il momento di vedere opportunità.
Ma per farlo, serve strategia. Serve metodo. Serve disciplina.
E serve anche la capacità di ascoltare chi — come Ferdinando Colella — ha passato decenni a studiare pattern ciclici che si ripetono con regolarità matematica. Perché i mercati non sono casuali. Hanno ritmi. Hanno cicli. E chi impara a riconoscerli, vince.
Calma, strategia, operatività.
Come sempre.
Un saluto dal vostro affezionatissimo e arrivederci a lunedì prossimo!
Alessio Ippolito


"E quando un asset non sale durante le condizioni "perfette" per farlo salire, significa che qualcosa non va." Quanta saggezza. Da scriverlo sui muri. Grazie ancora
Buonasera Alessio. Ti seguo volentieri da qualche tempo, sopratutto per i toni pacati delle analisi.
Ho notato che hai chiuso diverse posizioni di Bitcoin in perdita, molte (se non mi sono perso dei passaggi) anche con perdite severe. Queste posizioni le hai chiuse mitigando altre plusvalenze nell’azionario?
Chiaramente il tuo obiettivo è abbassare il prezzo di medio di carico ma mi chiedo se la tua idea di qualche mese fa riguardo al “Bitcoin rifugio”, non sia stara rimpiazzata da un’assetto più speculativo come alcune tue ultime considerazioni ed azioni sembrano lasciar intendere