Oro, Rame, Energia: Il Pattern Ciclico che PUÒ CAMBIARE il Tuo Portafoglio nel 2026
Una bella chiacchierata in compagnia del collega Ferdinando Colella, Popular Investor Champion eToro, che di recente ha pubblicato un'analisi che mi ha fatto molto riflettere... INTERVISTA!
Gentile lettore,
innanzitutto bentrovato! Spero per te che le festività natalizie sia andate per il meglio. In questa nuova newsletter voglio parlarti di un argomento che tiene banco nella mia testa in quest’ultimo periodo.
Pochi giorni fa il collega Ferdinando Colella – Popular Investor Champion su eToro proprio come il sottoscritto - ha pubblicato un’analisi sui mercati che mi ha colpito, in quanto mi ha permesso di tracciare una linea di continuità unendo tutti i puntini dei miei pensieri: un pattern ciclico storico che vede prima salire l’oro, poi il rame ed infine, l’energia.
Nota: puoi trovare Ferdinando Colella su eToro copytrading attraverso l’handle @ferdinandcolella.
Non conosci ancora tutte le enormi potenzialità del CopyTrading? Leggi questa guida per scoprire cos’è e come funziona il CopyTrading di eToro.
Ed io, guarda caso, sono già posizionato su tutti e tre questi settori, già da qualche tempo.
Nel mio portafoglio eToro ho:
PPFB.DE (iShares Physical Gold ETC) al 6,03%
PALL (Aberdeen Palladium ETF Trust) al 2,77%
ENEL.MI al 3,24%
URA (Global X Uranium ETF) al 1,53%
SMR (NuScale Power) al 1,61%
Quando ho letto l’analisi di Ferdinando su eToro, mi sono detto:
“Diamine, il mio collega sta dicendo esattamente quello che penso anche io, infatti gli ho subito risposto al post invitandolo nuovamente su questo Substack, per una bella chiacchierata che, sono sicuro, possa essere di reale interesse per te e gli altri affezionatissimi iscritti”.
E allora ho deciso di fare quello che faccio sempre quando vedo qualcosa che ha senso: ne parlo qui, senza filtri, e poi nel caso decido di riprenderlo anche sulla testata giornalistica che dirigo, Criptovaluta.it, per analizzare cosa questo può significare anche per il mondo crypto.
Perché sì, questo tipo di rotazioni macro impatta SEMPRE anche le crypto…
Non è pubblicità. Non è una marchetta. È informazione pura, basata su dati, pattern storici e soprattutto sul fatto che io ci metto dentro i miei soldi per primo.
Dopo la bella chiacchierata di fine settembre (se te la sei persa, puoi recuperarla qui), ha nuovamente contattato Ferdinando per porgergli alcune domande precise in merito a questa tesi. Perché una cosa è dire “secondo me salirà l’energia”, un’altra è spiegare il PERCHÉ, il QUANDO, e il COME posizionarsi evitando gli errori più comuni.
Perchè il mio intento è portare ai miei lettori contenuti originali e interessanti, offrendo loro spunti e chiavi di lettura supportate dai numeri.
Chi mi segue da tempo immemore ben saprà che sono figlio dei numeri e alle parole preferisco i fatti: si, sono un giornalista vecchio stampo, quello che le newgen ama definire “boomer”.
E proprio a tal proposito, basta con le chiacchiere e passiamo subito al sunto della bella chiacchierata che ho avuto proprio con Ferdinando qualche giorno fa e che ti riporto subito sotto.
1. Ferdinando, partiamo dalle basi: questo pattern Oro-Rame-Energia quanto è affidabile storicamente?
Nella tua analisi recente su eToro parli di uno schema ciclico documentato dove prima esplodono i miners dell’oro, poi quelli del rame, e infine storicamente tocca all’energia. Io stesso ho gold (PPFB.DE al ~6%) e palladio (PALL al ~3%) nel mio portafoglio eToro da mesi, proprio perché questo pattern mi convince.
Ma parliamoci chiaro: quanto è solido questo schema? È roba che si ripete da decenni o è più un’osservazione empirica degli ultimi cicli? E soprattutto: quali condizioni macro devono rimanere in piedi perché funzioni anche questa volta?
La riposta di Ferdinando:
Il pattern Oro - Rame – Energia non è ovviamente una regola fissa, ma uno schema ciclico abbastanza ricorrente che tende spesso ad emergere nei grandi riallineamenti macro, caratterizzati da inflazione persistente, offerta limitata di materie prime rispetto alla domanda e crescita nominale elevata, cioè una crescita economica dovuta non solo alla maggiore produzione ma anche all’aumento dei prezzi.

L’oro solitamente si muove per primo come asset monetario difensivo, quando aumenta la sfiducia nelle valute e nelle politiche monetarie.
Il rame segue in seconda battuta, quando l’inflazione entra nell’economia reale, segnalando un’accelerazione delle industrie, costruzioni e infrastrutture.
L’energia arriva infine quando la crescita diventa fisica e strutturale, cioè quando ci sono aumenti di produzione, trasporti, data center ed elettrificazione.
Uno schema ciclico che in linea generale si è manifestato più volte negli ultimi decenni (anni 70, 2000 e 2020). In sintesi, l’oro anticipa per paura, il rame conferma una sorta di ripresa e l’energia monetizza la crescita reale.
2. L’energia è in compressione. Ma cosa fa scattare il breakout?
Dal grafico che hai condiviso si vede chiaramente che l’S&P 500 Energy Sector è praticamente laterale da mesi, mentre oro e rame hanno già fatto la loro corsa. Ora, io ho già ENEL (~3%), uranio con URA (~1,5%), SMR (~1,5%) e Italgas (~1%) in portafoglio – non sono posizioni enormi, ma ci sono. La domanda è: cosa deve succedere perché il settore energia esploda davvero? Parliamo di tensioni geopolitiche? Politiche OPEC+? Domanda strutturale legata alla transizione energetica? Dammi elementi concreti, non narrative da guru.
La riposta di Ferdinando:
La fase laterale del settore energia a mio parere non è casuale. Negli ultimi mesi il mercato ha prezzato in modo prudente sia il rallentamento economico sia l’idea che l’inflazione fosse sotto controllo. Questo ha tenuto compressi prezzi e valutazioni.
Il breakout dell’energia di solito non arriva per un singolo evento, ma quando convergono più fattori concreti:
Domanda strutturalmente in aumento, legata a elettrificazione, data center, infrastrutture e transizione energetica.
Offerta rigida, dopo anni di sotto-investimenti nel settore tradizionale e tempi lunghi per sviluppare nuova capacità.
Tensioni geopolitiche o politiche OPEC+, che non creano il trend a mio parere, ma spesso in un certo senso ne accelerano la presa di coscienza.
In sintesi, l’energia solitamente parte quando il mercato realizza che la crescita reale richiede più energia di quanta ne sia immediatamente disponibile.
3. Strategia operativa: ETF settoriali o single stock? E come si bilancia il tutto?
Tu hai detto di essere già posizionato sul settore energy. Io ho un mix: ENEL come singolo titolo europeo, poi URA e SMR come play più specifici su uranio e nucleare, più Italgas sul gas naturale e altre posizioni su infrastrutture elettriche.
Ma per chi vuole esporsi in modo più consistente, cosa consiglieresti? ETF settoriali tipo XLE per avere esposizione ampia, oppure meglio selezionare 3-4 singoli titoli con fondamentali solidi? E se uno sceglie i singoli titoli, quali caratteristiche devono avere: bilancio solido, dividend yield alto, esposizione geografica specifica?
La riposta di Ferdinando:
Dipende dall’obiettivo e dal livello di coinvolgimento dell’investitore. Per chi vuole un’esposizione ampia, meno rischiosa e meno dipendente da singole scelte, un ETF settoriale potrebbe essere la soluzione più efficiente, in quanto diversifica il rischio specifico e consente di beneficiare del movimento complessivo del settore. Per la scelta dell’ETF specifico bisogna prendere in considerazione diversi fattori, come ad esempio la liquidità del fondo, la replica che sia quanto più vicina possibile all’indice di riferimento ecc.
Chi invece vuole essere più selettivo può affiancare o sostituire l’ETF con 3–4 titoli scelti, ma a precise condizioni: bilanci solidi, flussi di cassa stabili, capacità di sostenere investimenti elevati e una posizione geografica o strategica chiara. Sappiate però che più concentrate il rischio e più aumenta la possibilità di sbagliare.
Il dividend yield può essere un plus, ma non deve essere l’unico criterio o quello fondamentale, a mio parere. In generale, l’equilibrio migliore è spesso una base ETF per catturare il trend e una selezione mirata di singoli titoli per aggiungere valore senza aumentare eccessivamente il rischio. Il tutto complessivamente, secondo me, non dovrebbe superare il 5-10% dell’esposizione totale del proprio portafoglio equilibrato.
4. Inflazione e tassi: come impattano sul settore energy in questo scenario?
L’energia storicamente beneficia di inflazione alta – le commodities salgono e con esse i margini delle energy companies. Ma oggi abbiamo anche tassi d’interesse ancora elevati, e molte aziende del settore sono capital intensive, quindi soffrono il costo del debito. Come si bilanciano questi due fattori in questo momento? Prevedi che i tassi scenderanno abbastanza da far ripartire il capex nel settore, o pensi che l’inflazione persistente sarà comunque il driver principale?
La riposta di Ferdinando:
Storicamente il settore energy beneficia di inflazione elevata, perché i prezzi delle commodities tendono a salire più velocemente dei costi operativi, migliorando i margini delle aziende. Questo meccanismo rimane valido anche oggi. Il problema attuale sono i tassi d’interesse ancora abbastanza alti, che pesano soprattutto su un settore capital intensive come quello energetico, dove servono investimenti continui e molto costosi.
Nel breve periodo a mio parere, questo ha frenato il capex e contribuito alla fase di compressione che stiamo osservando. Detto questo, il mercato tende sempre a guardare avanti. Anche senza un ritorno immediato a tassi molto bassi, potrebbe bastare anche solo una stabilizzazione o una discesa graduale per riattivare gli investimenti, soprattutto in presenza di domanda strutturale forte.
A mio avviso, nel medio periodo sarà proprio questa combinazione – inflazione ancora presente e tassi meno restrittivi – a favorire il settore. In sintesi, oggi i tassi frenano, ma la dinamica inflattiva e la necessità reale di energia restano i driver principali per il futuro prossimo.
5. Timing e orizzonte temporale: siamo già in ritardo o c’è ancora spazio?
Una domanda che molti lettori si porranno: se oro e rame hanno già corso, chi entra ora sul settore energy non sta comprando “a fine corsa”? Io personalmente credo che ci sia ancora spazio, altrimenti non avrei queste posizioni aperte e non starei valutando di aumentare ulteriormente l’esposizione proprio sulle energie rinnovabili. Ma vorrei sapere la tua view: qual è l’orizzonte temporale realistico per vedere questo pattern completarsi? E quali sono i livelli chiave da monitorare per capire se la tesi si sta materializzando o se invece dobbiamo rivedere tutto?
La riposta di Ferdinando:
A mio avviso non siamo né in ritardo né in una fase euforica, ma in una fase intermedia. Oro e rame hanno già espresso buona parte del movimento iniziale, mentre il settore energia è ancora in una fase di compressione, il che offre potenzialmente un miglior rapporto rischio/rendimento, tenendo però sempre ben presente anche quella che può essere la volatilità di questo settore, ovvero abbastanza elevata.

Per chi è oggi sovraesposto ai metalli preziosi, più che un “tutto e subito”, ha senso pensare a una rotazione graduale, costruendo l’esposizione nel tempo. In questo modo si riduce il rischio di timing e si migliora il prezzo medio di carico. Il punto chiave non è indovinare il minimo e il massimo, ma puntare a posizionarsi prima che il mercato inizi a prezzare pienamente la domanda energetica strutturale.
Le mie considerazioni a margine
Ringrazio di cuore il caro Ferdinando per la sua disponibilità. Come sempre, analisi solide e basate sui dati, non su chiacchiere da bar.
Quello che emerge chiaramente da questa conversazione è che il pattern oro-rame-energia non è fuffa da guru improvvisati, ma uno schema ciclico documentato che si è ripetuto negli anni ‘70, nei 2000 e durante la fase post-2020. E quando uno schema si ripete con questa regolarità, conviene prenderlo sul serio.
La cosa più interessante? Non siamo in ritardo. Oro e rame hanno già corso, ma il settore energia è ancora in fase di compressione. Questo significa che chi si posiziona ora – con disciplina, senza inseguire il FOMO – potrebbe trovarsi nel posto giusto al momento giusto quando il breakout arriverà.
Ed è esattamente per questo motivo che io ho già oltre il 20% del mio portafoglio eToro allocato tra oro (~6%), palladio (~3%) ed energia (~10%). Non è speculazione. È posizionamento strategico su un trend macro che vedo svilupparsi.
E come ho anticipato nell’intervista, sono già al lavoro al fine di aumentare ulteriormente l’esposizione sul settore energia, con particolare focus sulle energie rinnovabili. Perché se davvero il pattern si completa, le aziende che operano su solare, eolico, nucleare e idrogeno verde potrebbero essere i vincitori del prossimo ciclo.
Tutto questo si inserisce perfettamente nel Metodo 50/40/10 che applico sul mio portafoglio eToro: 50% azioni, 40% ETF/commodities, 10% Bitcoin. Le allocazioni su gold, palladio ed energia rientrano nella componente ETF e commodities, fungendo da hedge inflazionistico e decorrelazione rispetto al tech.
Ma cosa c’entra tutto questo con Bitcoin e le crypto?
Ecco, oggi ho pubblicato su Criptovaluta.it un’analisi completa dove approfondisco esattamente questo aspetto: come il pattern oro-rame-energia impatta direttamente su Bitcoin, sui costi di mining, sull’hashrate e sulle correlazioni BTC/oro durante fasi inflazionistiche.
👉 Leggi l’articolo completo qui: Bitcoin: Oro, Rame e Energia - Il PATTERN che può CAMBIARE TUTTO!
Perché una cosa va detta chiara: chi investe in Bitcoin senza guardare cosa succede su oro, petrolio, tassi d’interesse e inflazione sta navigando a vista. I mercati sono interconnessi. Sempre.
E le rotazioni settoriali macro spesso anticipano movimenti più ampi che poi si riflettono anche sulle crypto.
Come sempre, ogni mia operazione è pubblica e tracciabile sul mio profilo Popular Investor eToro. Trasparenza totale, niente fumo negli occhi.
Prima di salutarvi ricordatevi di supportare questo progetto iscrivendovi a questa newsletter gratuitamente e, se vi va, offrirmi un caffè alla settimana. Grazie🙏
Un saluto dal vostro affezionatissimo e arrivederci al prossimo numero!
Alessio Ippolito
Popular Investor Champion | Direttore Criptovaluta.it e TradingOnline.com | CEO ALESSIO IPPOLITO S.R.L. Editore
Disclaimer a margine: Questo contenuto è pubblicato a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria. Ogni investimento comporta rischi e va valutato in base alla propria situazione personale. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Il Copy Trading comporta rischi significativi. Investite responsabilmente.




Buonasera direttore, innanzitutto complimenti per l’ottimo contenuto pubblicato e grazie anche a Ferdinando, che ha sempre chiavi di lettura molto interessanti.
Ammetto che aspettavo il ritorno di questa newsletter dopo lo stop delle feste. Il lunedì diventa un giorno con una marcia in più 💪🏻 Un abbraccio